Festival dell’Istroveneto, fedele custode del dialetto

Objava: 9.6.2015.

BUIE Sabato sera si è conclusa la tre giorni del Festival dell’Istroveneto. Uno dei simboli della nostra cultura, il nostro bel dialetto, ha trovato lo spazio che merita nella cornice più adatta, su quel colle che domina la campagna circostante degradante tra verdi colline e fertili campi: la sentinella d’Istria. Buie, infatti, ha saputo accogliere nel suo splendore una marea di ospiti giunti per l’occasione dall’Italia, dalla Slovenia, dalla Croazia e non solo.

Cordialità in ogni angolo, guarnita dalla presenza degli amici del Veneto venuti per offrire lungo i selciati lastricati in pietra i loro prodotti. Aria d’amicizia, di poesia e di musica.
“Il fulcro intorno a cui si evolve il progetto è il dialetto, il bisogno di conservarlo e tramandarlo alle generazioni future”, ha spiegato in una delle prime edizioni Marianna Jelicich Buić, promotrice, organizzatrice, in una parola factotum di questo grande evento.

Imparar fasendo

In mattinata si è svolto il secondo appuntamento de “El gusto del Istroveneto” seguito da una serie di laboratori creativi denominati “Imparar fasendo” e organizzati per la prima volta insieme all’Associazione Venetkens – Veneti antichi di Vicenza e dedicati ai ragazzi delle scuole elementari. Le tre ore di laboratorio hanno coinvolto una quindicina di alunni della SE “De Amicis”: hanno creato bracciali di lana, targhette e ciondoli di argilla col loro nome scritto in venatico, usando la pietra focaia. Divertimento garantito e grande soddisfazione degli alunni.

Concorso letterario: premiata la tradizione

Nel pomeriggio sono stati nuovamente i giovani a farla da protagonisti. Nella sede della Comunità degli Italiani ha avuto luogo la cerimonia di premiazione del Concorso di prosa e poesia per opere scritte in dialetto istroveneto. Nelle tre categorie, “pici, medi e grandi”, ragazzi di un’età che spazia dai sei ai diciott’anni, sono pervenuti complessivamente 75 lavori.
Ruolo ingrato quello della giuria del concorso, che ha avuto il compito di selezionare i migliori. Sono stati comunque premiati la tradizione, il gusto e gli aromi di casa nostra. I premi consistevano in libri della collana “La fionda”, pubblicata dalla casa editrice Edit e in abbonamenti annuali alle riviste Arcobaleno e Panorama. I lavori pervenuti al Concorso letterario e video sono stati esposti al Museo etnografico nella mostra multimediale intitolata “Se no vedo, no credo”.

Dimela cantando

La festa è proseguita in piazza San Servolo in serata con il Festival della canzone in istroveneto “Dimela cantando”.

Davanti alla gremitissima piazza, sono state presentate quattordici canzoni: Francesco Squarcia ha rotto il ghiaccio con “Dimela cantando”, il duo Gianni Signorelli e Valmer Cusma accompagnato da “Le mule polesane”, ha presentato “In braghe de tela”, l’esuberante e simpatico Marko Radolović ha interpretato “Ristoranto”, la giovane promessa Ivan Bottezar ha cantato “La cal (l’Istria xe streta)”, mentre “Beata l’ora” è stata portata in scena dal lauranese Mario Lipovšek Battifiaca. Tiziano Šuran con i “Pezo de Rovigno” hanno intonato “Lora e mi” e Andrea Scarcia si è proposto con “Me porto con mi”.

Dopo le prime sette canzoni, al pubblico si sono rivolti Maurizio Tremul, presidente della Giunta esecutiva UI, l’assessore al bilancio e enti locali della Regione Veneto, Roberto Ciambetti, nonché la vicepresidente della Regione Istriana Giuseppina Rajko. Tante le autorità presenti all’evento, che è stato condotto con grande brio dal duo Rosanna Bubola e Bruna Alessio.

La seconda parte della serata è proseguita con “Qualche volta faso un dano”, canzone interpretata da Maer, Dino Bronzi ha intonato ”Mia nona me incocona”, Miriam Monica accompagnata da Marsell Marinšek e Francesco Squarcia hanno eseguito “El me ga dito mamola”, mentre “Giorni” è stata presentata da Davor Hačić. Eleonora Matijašič ha interpretato “La sirena e ‘l pescador“, Sergio Preden “Gato” col il Ricky Bosazzi quintet hanno interpretato ”Rovigno bela” e Stefano con la klapa Kornarija ha eseguito “Per i monti del buiese”.

La giuria internazionale di esperti, composta da Bruno Krajcar, Davide Circota, Leonardo Klemenc, Mario Mirasola e Sergio Bernich ha decretato i tre vincitori: primo premio a Mario Lipovšek Battifiaca, in seconda posizione Andrea Scarcia, terza Eleonora Matijašič. Il premio del pubblico è andato invece a Stefano e alla klapa Kornarija.

Ospiti della serata sono stati Sergio Pavat e l’Orchestra Istriana.

Al termine della kermesse canora, Marianna Jelicich Buić ha ringraziato in istroveneto tutti coloro che l’hanno sostenuta e aiutata adoperandosi per la buona riuscita della manifestazione.

In chiusura, il Comitato celebrazioni storiche della milizia veneta ha ammainato la bandiera di questo Festival che di anno in anno continua a crescere.

Istaknuto