Giornata della vittoria sul fascismo e Giornata dell'Europa

Objava: 9.5.2020.

Spettabili concittadine e concittadini,

oggi celebriamo il 75 anniversario della vittoria sul fascismo. IL 9 maggio 1945 la Germania nazista firmò la resa incondizionata nella Seconda Guerra Mondiale in cui persero la vita più di 50 milioni di persone. Anche se la guerra terminò ufficialmente soltanto alcuni mesi dopo con la capitolazione dell'Impero giapponese, in tutte le nazione europee il 9 maggio si celebra la Giornata della vittoria sul fascismo. A nome degli sconfitti la resa venne firmata a Berlino dal feldmaresciallo Wilhelm Keitel mentre la firma della vittoria fu apposta dal maresciallo Georgij Žukov che guidò le ultime operazioni militari sovietiche ed entrò per primo a Berlino. Testimoni della resa ai sovietici furono Arthur Tedder maresciallo dell'aeronautica britannica nonché sostituto di Eisenhower, il generale americano Carl Spaatz e il generale francese Jean de Lattre de Tassigny.

Non dobbiamo dimenticare i crimini commessi e tutte le vittime di questa guerra tenendo sempre presente che si tratta del peggior scontro della nostra civiltà in cui imperò la politica delle leggi razziali, dei crimini di massa e dei genocidi. La Seconda Guerra Mondiale è il peggior periodo della storia dell'umanità. Più di 7 decenni non posso essere una scusa per dimenticare e tantomeno per attuare una revisione storica dei fatti di quel periodo.

Oggi celebriamo anche il 70 anniversario che ricorre da quel il 9 maggio 1950, data in cui l'allora ministro francese per gli affari esteri Robert Schuman avanzò l'idea, oggi denominata Dichiarazione di Schuman, di una nuova forma di collaborazione europea che rende impensabili ed impossibili tali atrocità tra nazioni europee. Il precursore dell'integrazione europea fu concepito in primis come unificazione dell'industria carbonifera e siderurgica francese e tedesca sotto un governo comune. Un anno dopo, nel 1951, il progettò si attuò con la firma del Contratto della Comunità eurpea per il carbone e l'acciaio a cui presero parte la Germania dell'ovest, la Francia, il Belgio, l'Olanda, il Lussemburgo e l'Italia. Da questo fatto si sviluppò l'odierna Unione europea, un'alleanza di 28 stati indipendenti con più di 508 milioni di abitanti.

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