Un festival per onorare le tradizioni istrovenete

Objava: 3.6.2015.

Uno dei tasselli importanti del Festival dell’Istroveneto è senza dubbio la grande quantità di lavori soprattutto letterari, ma anche video, dei rispettivi concorsi che rimarranno nell’archivio della manifestazione. Serviranno a capire come si stia evolvendo l’istroveneto nell’uso comune dei ragazzi, e anche per farlo mantenere vivo tra gli alunni delle scuole istriane. Anche quest’anno sono stati premiati i migliori lavori. La cerimonia di premiazione si terrà sabato, 6 giugno, nella sede della Comunità degli Italiani di Buie. Tutte le altre opere saranno esposte nel Museo etnografico buiese, in piazza Libertà. Al concorso letterario sono pervenuti complessivamente 75 lavori, suddivisi nella categoria dei “pici”, dei “medi” e dei “grandi”, tenendo in considerazione i tre cicli scolastici (elementari inferiori, elementari superiori e medie superiori).

Categoria «pici»

La giuria, composta da Tiziana Dabović, Ester Barlessi e Ondina Lusa, dopo aver analizzato i lavori pervenuti, ha deciso di assegnare il primo premio a

Marilena Privrat

della SEI di Dignano per il lavoro “In sofita de mia nonna”, un tema “ricco di particolari – è la motivazione – che si scoprono nel tempio della casa”, ossia “la soffitta dove si conservano oggetti appartenuti alla famiglia in varie epoche. Un viaggio nel passato per conoscere il presente”.
Il secondo premio è andato a

Carla Bernardis

della SEI “Galileo Galilei” di Umago per l’opera “La mia fameia”, dove Carla racconta con parole semplici la vita di una famiglia in cui tutti sbrigano i loro doveri, unita da tanto affetto, che cura la casa, il lavoro e gli animali domestici.
Terzo gradino del podio per Gemma Lakošeljac Preden della medesima scuola per l’opera “La casa del gufo”, premiata “per la fantasiosa descrizione della casa di un gufo in cui tra rettili e insetti c’è di tutto e di più”. A Nicola Paljuh, sempre della “Galilei”, è andata una menzione per l’opera “Tera istriana”, che è stata presa in considerazione per l’amore che traspare per questa nostra terra dura e avara, ma allo stesso tempo tenera e generosa. Una terra di sofferenze, tagliata a metà da un fiume, ma sempre unita nelle tradizioni.
Una seconda menzione è stata assegnata a Chiara Bonassin dell’elementare dignanese per “Una ciacolada in stala con mio nono”. Nell’opera vengono minuziosamente descritti gli arnesi con cui i contadini lavorano i campi, e nominati anche quelli che ormai non si usano quasi più.

I premiati tra i «medi»

Primo premio, in questa categoria che racchiude gli alunni dalla quarta all’ottava classe, per Erika Puž della “De Amicis” di Buie, per l’opera “Le quatro stajoni a Buie”. Secondo la giuria si tratta di una “simpaticissima descrizione delle quattro stagioni a Buie: l’allegria della primavera con le cene familiari, i lavori pesanti dell’estate per i contadini e la festa autunnale della vendemmia con abbondanti mangiate e bevute in attesa di rintanarsi in casa durante il riposo invernale”.
Il secondo premio è andato a Laura Babnik della “Vincenzo e Diego de Castro” di Pirano. “I mii noni disi...”, questo il titolo dello scritto, è stato premiato per l’accurata narrativa dei tempi in cui non c’erano elettrodomestici per facilitare il lavoro delle donne, ma in compenso c’era più legame affettivo e allegria nelle famiglie. Terzo posto per Lara Kercan della SEI “B. Benussi” di Rovigno per l’opera “Mi e i altri”. Sono quattro poesie che descrivono i sentimenti e le frustrazioni di una bambina incompresa dal fratello maggiore, gli usi culinari dell’Istria, il rimpianto accorato per il nonno che non c’è più e la voglia che torni a splendere il sole in cielo e nella sua vita.
Una menzione è andata a
Lorenzo Balanzin della “De Amicis” di Buie con “La polenta de mia nona”, dove viene spiegato come si cuoceva una volta per quasi un’ora la polenta al naturale e non come al giorno d’oggi precotta. Qui si ricordano i sapori e gli odori antichi che ci accompagnano per tutta la vita.

I «grandi»

Dedicata ai ragazzi delle scuole superiori, la categoria dei “grandi” ha prodotto solo un primo premio andato a Elen Zukon Kolić della SMSI “Dante Alighieri” di Pola. Con il lavoro “Confronto tecnologico de due generasioni lontane”, l’autrice, in maniera molto disinvolta, “fornisce spiegazioni per la tecnologia che avanza ogni giorno a grandi passi e crea un confronto che spesso è scontro tra due generazioni, perché gli anziani non riescono a stare al passo con le nuove invenzioni o semplicemente alcuni le respingono rifiutando di prendere in considerazione ciò che considerano una prepotenza che invade la loro pacifica vita”, così la motivazione.

Giovani videomaker crescono

Oltre ai lavori letterari, come ogni anno sono stati valutati anche i video, risultati paradossalmente pochi rispetto agli scritti. “Non si capisce il perché – dicono gli organizzatori – visto che oggi le nuove tecnologie permettono la produzione di video di alta qualità”. Al concorso sono pervenuti sei video, 4 nella cateogoria “Under 18” e 2 in quella “Over 18”.
La giuria, composta da Norma Zani e Gaetano Benčić, dopo aver analizzato i lavori, ha assegnato una menzione agli alunni della I, II, III e IV classe della sezione periferica di Gallesano della SEI “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, per il video “El nadal de una volta”, per la struttura lineare del lavoro, che pone l’accento sull’uso dei costumi, privilegiando l’ambientazione e l’intonazione dell’espressione dialettale di Gallesano.
Una menzione è andata anche ad Alessio Giuricin della SEI “Bernardo Benussi” di Rovigno per il video “Le palačinke”, per aver presentato in modo semplice e chiaro la preparazione di un dolce che, sebbene non veneto, è ormai parte integrante della tradizione istriana, laddove l’istroveneto convive oggi assieme alle altre sfumature (anche culinarie) e anime dell’Istria.

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